DISTURBO DA BINGE EATING

06 May 2022 no comments isabella Categories Articoli

Cosa significa disturbo da binge eating?

Presenza di almeno un episodio bulimico oggettivo la settimana per tre mesi. Per episodio bulimico oggettivo si intende l’assunzione di una quantità di cibo oggettivamente elevata associata alla perdita di controllo.

Inoltre deve esserci marcato disagio e almeno tre di queste caratteristiche: mangiare molto più rapidamente del normale andando fuori controllo (sensazione di non poter smettere di mangiare o controllare cosa o quanto si sta mangiando), mangiare fino a sentirsi spiacevolmente pieni, mangiare grandi quantità di cibo quando non ci si sente fisicamente affamati, mangiare da soli perché ci si sente imbarazzati dalla quantità di cibo che si sta mangiando, sentirsi disgustati di se stesso, depressi o assai in colpa dopo aver mangiato.

Questo disturbo è diverso dalla bulimia nervosa?

Nei casi tipici, il disturbo inizia con episodi di abbuffata, spesso in associazione a eventi stressanti. Gli episodi di abbuffata spesso provocano un aumento di peso e, per questo motivo, alcune persone si sottopongono in modo intermittente a diete ipocaloriche, senza però, nella maggior parte dei casi ottenere una perdita di peso duratura. Questo processo è l’opposto di quanto accade nella bulimia nervosa, dove generalmente la dieta precede l’inizio degli episodi di abbuffata. Gli episodi di abbuffata nel binge si verificano nel contesto di un’alimentazione eccessiva sregolata e non di restrizione dietetica, come accade nella bulimia nervosa.

Qual è la caratteristica psicologica comune tra le persone che soffrono di questo disturbo?

Le persone che ne soffrono attribuiscono il mangiare in eccesso e incontrollato alla scarsa forza di volontà, debolezza, mancanza di autocontrollo e non analizzano e affrontano i meccanismi di mantenimento sottostanti.

Quali sono questi meccanismi?

Emozioni/eventi negativi, rottura dello schema dietetico per la perdita di peso intesa come trasgressione alimentare minima che viene interpretata come mancanza di autocontrollo e non del fatto che le regole dietetiche sono troppo rigide, disturbi psicologici, pensieri problematici, ricerca della gratificazione.

COME SI STRUTTURA IL PERCORSO NUTRIZIONALE?

  1. Impostare una dieta varia ed elastica con un minimo di cibi evitati/favoriti;
  2. Analisi dell’abbuffata: individuare ed esaminare le regole dietetiche fino ad adottare un regime alimentare equilibrato. L’abbuffata ha origine anche da altri meccanismi che vanno gestiti con l’aiuto di un terapeuta.
  3. Compensare bene nutrizionalmente l’attività fisica svolta che deve essere consigliata da un personal trainer così da evitare il passaggio dalla totale sedentarietà ad allenamenti fisici estremi.
  4. Raggiungimento/mantenimento di un peso d’equilibrio.