PERCORSO DI PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITO (PMA) E DIETA

19 Apr 2022 no comments isabella Categories Articoli

Cosa potete trovare in questo testo?

Informazioni corrette ed oneste su cosa può fare un percorso nutrizionale durante la ricerca di una gravidanza in un percorso di procreazione medicalmente assistito.

A chi si rivolge?

Si rivolge alla coppia.

All’argomento dovrebbero essere sensibilizzati sia la donna che l’uomo perché l’infertilità non colpisce solo la donna.

La coppia deve sostenersi sia che la causa d’infertilità dipenda dal fattore femminile, sia da quello maschile.

 

Quando è meglio iniziare per l’uomo?

La spermatogenesi (produzione degli spermatozoi) richiede 2-3 mesi per essere portata a termine ed un percorso nutrizionale ha bisogno di tutto questo tempo per essere utile al miglioramento del liquido seminale.

 

Quando è meglio iniziare per la donna?

Quanto prima, dal momento in cui si iniziano ad eseguire le analisi preliminari per valutare un percorso di PMA. Questa tempistica permette di agire meglio su problematiche gestibili con la dieta (peso, secrezione insulinica, stati infiammatori, detossificazione epatica ecc.). Tuttavia è utile inserirsi anche in una fase più avanzata.

 

PAROLE CHIAVE DELLA FERTILITÁ

Riserva ovarica: numero di ovociti disponibili nelle ovaie. Alla nascita le due ovaie contengono circa 400 mila ovociti e rappresentano una riserva non rinnovabile. La fertilità della donna subisce un calo significativo con l’avanzare dell’età dovuto all’esaurirsi di questa riserva. Purtroppo questo problema può riguardare anche giovani donne, come avviene nei casi di insufficienza ovarica precoce.

Ovocita: cellula riproduttiva femminile.

Ovulazione: ad ogni ciclo mestruale nelle ovaie da un gruppo di piccoli follicoli che contengono gli ovociti immaturi, si seleziona un follicolo dominante che matura fino a rilasciare, tramite l’ovulazione, l’ovocita maturo che può venir fecondato dallo spermatozoo.

Competenza ovocitaria: qualità dell’ovocita in termini di buon funzionamento degli elementi che lo costituiscono.

Sensibilità insulinica: risposta dei tessuti del corpo all’insulina la cui funzione è l’assimilazione degli zuccheri da parte degli stessi (ormone di stoccaggio).

 

Cosa può fare un percorso nutrizionale durante la ricerca di una gravidanza in un percorso di procreazione medicalmente assistito quando ad essere la causa di infertilità è il fattore femminile?

 

  1. RISERVA OVARICA. Un percorso nutrizionale non può lavorare sulla ridotta riserva ovarica.
  2. COMPETENZA OVOCITARIA. Una scorretta alimentazione ostacola una buona maturazione dell’ovocita. Se è pur vero che sulla qualità dell’ovocita intervengono molti fattori che avvengono in un periodo lontano rispetto a quello in cui una coppia ricerca una gravidanza, è anche vero che la maturazione finale dell’ovocita rappresenta il punto cruciale per definirne la sua qualità. [Nel periodo in cui gli ovociti rimangono nelle ovaie accumulano materiale utile ma anche sostanze nocive come ad esempio inquinanti ed interferenti endocrini che influenzano negativamente la competenza degli ovociti. Da ciò l’importanza di seguire uno stile di vita sano già dalla nascita.] La competenza ovocitaria è importante per una ricerca di gravidanza naturale o solo parzialmente assistita (inseminazione intrauterino su ciclo spontaneo) ma ancor più in quelle procedure di procreazione medicalmente assistita (inseminazione intrauterino su ciclo medicato e tecniche di secondo livello) in cui si sottopone la donna a una stimolazione ormonale adeguata, tale da ottenere più ovociti contemporaneamente (crescita follicolare multipla). La stimolazione comporta il prelievo di ovociti che possono essere ben formati ma anche di molti ancora troppo immaturi per una buona riuscita delle tecniche. I fattori nutrizionali aumentano la probabilità di prelevare un numero maggiore di ovociti di qualità e dunque le possibilità di successo di ottenimento di una gravidanza.
  3. MINIMIZZARE GLI EFFETTI COLLATERALI DELLE TERAPIE E MIGLIORARE LA RISPOSTA A QUESTE. Nei percorsi di procreazione medicalmente assistita vengono utilizzate diverse terapie che sostengono ciascuna fase del processo e molto spesso queste comportano effetti collaterali quali stitichezza, ritenzione di liquidi, gonfiore ecc. Se con i giusti accorgimenti alimentari si lavora sul fegato, organo responsabile della metabolizzazione delle terapie e quindi anche del loro effetto, il corpo della donna risponderà meglio.
  4. ATTECCHIMENTO DELL’EMBRIONE. Non è ancora possibile stabilire con certezza quanto una corretta alimentazione possa favorire l’attecchimento. Al momento il fattore che incide maggiormente è quello genetico. Tuttavia sotto l’azione del progesterone l’endometrio immagazzina nutrienti per prepararsi ad una possibile gravidanza (SUPPORTO NUTRIZIONALE DELL’ENDOMETRIO) e fa in modo che l’embrione che si è impiantato trovi le sostanze nutritive di cui ha bisogno per crescere sano e in forze (SUPPORTO NUTRIZIONALE PER LO SVILUPPO EMBRIONALE).
  5. PATOLOGIE INFIAMMATORIE CRONICHE (ENDOMETRIOSI). Attraverso l’alimentazione è possibile gestire il dolore pelvico e lo stato di infiammazione cronica che influisce negativamente anche sugli ovociti.
  6. SINDROME DA DOMINANZA DI ESTROGENI (SOVRAPPESO/OBESITÁ/SINDROME DELL’OVAIO POLICISTICO). Questa sindrome è una condizione infiammatoria che è all’origini di un aumento del grasso corporeo. Solitamente è caratterizzata anche da ridotta sensibilità all’insulina che peggiora lo stato infiammatorio, il disequilibrio ormonale e la qualità ovocitaria. Attraverso una dieta ipocalorica è possibile gestire il peso e aumentare le probabilità di riuscita delle tecniche.
  7. MAGREZZA ECCESSIVA. Il peso in difetto può essere un’altra causa di ipofertilità perché come l’eccesso provoca un disequilibrio ormonale che spesso a livello clinico si esprime con la cessazione del ciclo mestruale (amenorrea ipotalamica). L’alimentazione può ripristinare l’equilibrio e permettere una gravidanza.