CELIACHIA E GRAVIDANZA: COME GUARIRE L’INTESTINO PER MIGLIORARE LA FERTILITÁ

Ricevere una diagnosi di celiachia è un momento delicato, soprattutto se stai cercando una gravidanza. È importante sapere che, al momento della diagnosi, la celiachia è spesso associata a un appiattimento della mucosa intestinale. Questo danneggiamento riduce la capacità dell’intestino di assorbire correttamente vitamine, minerali e altri nutrienti fondamentali, molti dei quali sono essenziali anche per la fertilità e per sostenere una futura gravidanza.

Lo scopo principale della dieta aglutinata è permettere alla mucosa intestinale di guarire. Tutto ciò che può favorire e velocizzare questo processo di riparazione è quindi particolarmente utile, soprattutto in una fase in cui il corpo deve tornare ad essere nutrizionalmente efficiente. In questo contesto, il butirrato svolge un ruolo chiave grazie alla sua azione riparativa e protettiva sulla mucosa intestinale.

Successivamente, può essere utile proseguire con la glutammina, una fonte energetica molto importante per le cellule dell’intestino, che contribuisce a sostenere il processo di rigenerazione della barriera intestinale.

Oltre al danno della mucosa, nella celiachia è spesso presente una disbiosi intestinale, cioè un’alterazione dell’equilibrio del microbiota. In particolare, si osserva un aumento di Bacteroidetes e Proteobacteria e una riduzione di Bifidobatteri e Firmicutes. Tra i Firmicutes, le persone celiache perdono soprattutto i batteri produttori di butirrato. Questo rende ancora più importante l’integrazione di butirrato: in assenza dei batteri che lo producono naturalmente, la mucosa intestinale fatica maggiormente a cicatrizzare e a tornare funzionale.

Tra i Proteobacteria è spesso presente Escherichia coli: più aumenta la sua concentrazione, maggiore è il rischio di disturbi intestinali e gastroenteriti. L’integrazione di bifidobatteri, in particolare Bifidobacterium longum, può aiutare a ripristinare l’equilibrio del microbiota (eubiosi), riducendo sintomi come dolore addominale, gonfiore e diarrea. Un intestino più equilibrato favorisce anche un migliore assorbimento dei nutrienti, aspetto cruciale in vista di una gravidanza.

L’integrazione non è utile solo subito dopo la diagnosi, ma anche nelle donne celiache che convivono con la malattia da tempo. Infatti, la dieta aglutinata, pur essendo indispensabile, può a sua volta favorire una certa disbiosi. Per questo è spesso indicata una supplementazione mirata di butirrato (o di batteri che ne stimolano la produzione), bifidobatteri e glutammina, soprattutto se persistono sintomi come dolore addominale, flatulenza e diarrea.

È importante ricordare che il limite per definire un alimento “gluten-free” non è zero, ma 20 mg di glutine per kg di prodotto. Nelle persone particolarmente sensibili, anche questa piccola quantità può causare disturbi intestinali. Inoltre, le possibili contaminazioni accidentali contribuiscono a mantenere uno stato di disbiosi, riducendo la produzione di butirrato e compromettendo la piena funzionalità della mucosa intestinale.

Prendersi cura dell’intestino in modo mirato è quindi un passaggio fondamentale non solo per stare meglio, ma anche per creare le migliori condizioni possibili per affrontare una gravidanza in salute.