ENDOMETRIOSI E ALIMENTAZIONE: COME IL FRUMENTO INFLUISCE SU INTESTINO E FERTILITÁ

Le donne con endometriosi spesso presentano anche disturbi gastrointestinali, come gonfiore, dolore addominale e alvo irregolare. Per questo motivo, molte tendono autonomamente a eliminare il glutine dalla dieta, osservando talvolta un miglioramento della sintomatologia intestinale.

Tuttavia, i benefici riscontrati non dipendono dall’eliminazione del glutine in sé, ma dal frumento. Pane e pasta comunemente consumati sono preparati con sfarinati di frumento (detto anche grano), che contengono fruttani, carboidrati fermentabili responsabili di gonfiore, dolore e infiammazione intestinale.

In un contesto come quello dell’endometriosi, in cui l’infiammazione sistemica e intestinale gioca un ruolo centrale, questo aspetto è particolarmente rilevante. Se, ad esempio, la pasta di frumento venisse sostituita con pasta di farro, che contiene comunque glutine, molte donne riscontrerebbero comunque un miglioramento dei sintomi. Questo suggerisce che il problema principale non è il glutine, ma il frumento e i suoi componenti fermentabili.

Resta comunque fondamentale valutare la tolleranza individuale al glutine, poiché si tratta di una proteina con attività pro-infiammatoria, un elemento da non trascurare in presenza di endometriosi.

Il miglioramento dei disturbi gastrointestinali conseguente alla riduzione di glutine e fruttani non determina automaticamente un incremento della fertilità. Tuttavia, la mitigazione di questi sintomi può contribuire a un miglioramento dello stato generale di benessere, riducendo stress fisiologico e marcatori di infiammazione sistemica. Un microambiente infiammatorio persistente può rappresentare un fattore limitante sia per l’impianto embrionale sia per il mantenimento della gravidanza.

Nel frumento, insieme al glutine, sono presenti anche le ATI (inibitori dell’amilasi/tripsina). Queste proteine possono stimolare la produzione di molecole infiammatorie, dando origine a una microinfiammazione cronica non facilmente misurabile, ma capace di contribuire a dolore, affaticamento e peggioramento del quadro infiammatorio generale. Un terreno infiammato può rappresentare un ostacolo sia all’impianto embrionale sia al mantenimento della gravidanza.