GLI ESAMI CONSIGLIATI IN PMA O IN CASO DI ABORTO

Gli esami ematici che sto consigliando andrebbero eseguiti almeno 3 mesi prima della stimolazione ovarica, perché l’integrazione necessita di almeno tre mesi per essere efficace.

Questi esami sono importanti anche per le donne che iniziano a maturare l’idea di avere un bambino, non solo per supportare al meglio lo sviluppo fetale, ma anche per prevenire l’aborto.

FERRITINA.
La ferritina è la proteina deputata all’immagazzinamento del ferro nel corpo. Il suo dosaggio è importante per conoscere quante riserve di ferro abbiamo a disposizione. I globuli rossi, che trasportano ossigeno ai tessuti, sono costituiti da emoglobina, a sua volta formata da ferro. Durante la gravidanza il flusso sanguigno si intensifica, perché lo sviluppo dell’embrione richiede ossigeno e nutrienti. Questo processo necessita di un continuo ricambio di globuli rossi. Da qui la necessità di avere buone riserve di ferro. Se i depositi di ferro sono carenti, la massa eritrocitaria sarà minore e, di conseguenza, anche l’apporto di ossigeno. Nulla di buono per lo sviluppo embrionale.

COLESTEROLO.
Avere alti livelli di colesterolo significa produrre una maggiore quantità di 27-idrossicolesterolo, che è il prodotto finale del metabolismo del colesterolo. Il 27-idrossicolesterolo è un “falso” estrogeno, poiché è capace di legarsi ai recettori estrogenici. Più composti sono in grado di legarsi al recettore estrogenico, più la terapia utilizzata in PMA, ovvero la somministrazione di estrogeni di sintesi, troverà i recettori occupati. In definitiva, gli estrogeni esogeni non lavoreranno al meglio. Abbassando il colesterolo ed evitando la formazione di 27-idrossicolesterolo, lasciamo i recettori liberi di reagire con l’ormone di sintesi.
L’ipercolesterolemia è spesso ereditaria e difficilmente controllabile solo con uno stile di vita sano. Il colesterolo può essere alto anche nelle donne normopeso. Il valore ideale di colesterolo totale dovrebbe essere al di sotto dei 190 mg/dL. Un valore di 250 mg/dL in una donna che ricerca una gravidanza deve essere preso in considerazione ed eventualmente corretto con un’integrazione.

VITAMINA D.
La sua carenza diminuisce la capacità di portare a termine una gravidanza. Gli studi indicano che maggiore è la concentrazione di vitamina D, minore è il rischio di aborto spontaneo. La vitamina D è coinvolta nel corretto funzionamento del sistema immunitario; quando è carente, si innescano meccanismi di disregolazione immunologica che possono attaccare e distruggere l’embrione in via di sviluppo. Il valore ideale di vitamina D non dovrebbe essere inferiore a 20 ng/mL; in questa specifica situazione, il valore ottimale è 30.

VITAMINA B12 E CALCIO.
Soprattutto le donne che seguono una dieta vegana dovrebbero dosare la vitamina B12 e il calcio. La vitamina B12 interviene nei processi di sintesi del materiale genetico e questo spiega la sua importanza nel garantire la salute degli ovociti prelevati, proteggendoli dalle mutazioni genetiche. Anche il calcio è coinvolto nei processi di sviluppo dell’ovocita. Una cellula uovo di scarsa qualità difficilmente è idonea alla fecondazione in vitro o, se lo è, l’embrione potrebbe non superare la diagnosi genetica preimpianto. Tuttavia, qualora risultasse idoneo, la probabilità di aborto è più alta.